MoFFe 2017 – I documentari

Ecco i documentari scelti per l’edizione 2017 del MoFFe Festival:

Martedì 20 giugno – Cavaso del Tomba – via Monte Tomba, case Reginato-Rocci
Dert – di Mario e Stefano Martone, Italia 2016. Dur: 62 minuti
 
Bratunac, pochi chilometri da Srebrenica: terra di confine tra la Bosnia e la Serbia, teatro di uno dei più sanguinosi conflitti degli ultimi anni, nel cuore della pacifica Europa. E’ il titolo a raccontare il sentimento che pervade questa storia di speranza e umanità: Dert è quando sorridi, ma se guardi bene in fondo agli occhi vedi il dolore. A vent’anni dalla fine della guerra, un gruppo di donne lavorano assieme alla costruzione di un futuro di pace. In una terra ancora divisa, il rifiuto di ogni distinzione su base etnica per riconoscersi solo attorno all’unica volontà di far rinascere uno stato partendo proprio dal lavoro della terra. Dert è la storia della cooperativa agricola bosniaca “Insieme” che, dal 2003, coltiva tra le verdi montagne bosniache piccoli frutti e li lavora per farne succhi e marmellata: “frutti di pace per un mondo migliore”.

In apertura di serata il corto Percorsi umidi di Maria Conte e Andrea Piovesan – durata: 12 minuti -dedicato all’attività di Sos Anfibi, associazione trevigiana che si occupa di sensibilizzazione, salvaguardia e anche salvataggio attivo degli anfibi.

Dettagli serata: Parcheggio in Piazza Pieve, Cavaso del Tomba. Il luogo della proiezione si raggiunge con una camminata di 20 minuti.
In caso di pioggia: Sala Comunale, Comune di Cavaso del Tomba, piazza San Pio X, Caniezza – Cavaso del Tomba.


Sabato 24 giugno – Onigo di Pederobba – Località Boschi
Ilmurran – Maasai in the alps – di Sandro Bozzolo, Italia 2014. Dur: 52 min

Silvia e Leah in comune non hanno praticamente nulla. Una piemontese, del 1964; l’altra kenyota, del 1990. Una bergera, l’altra masai. Nulla…o quasi: perché Maasai e Bergè condividono l’esser pastori donne e nomadi. Il documentario di Sandro Bozzolo Ilmurràn – Maasai in the Alps racconta la vita e il duro lavoro di Silvia e Leah, “pastore di confine” che condividono il duro lavoro degli alpeggi estivi d’alta montagna nel Parco delle Alpi Marittime.
Tra i documentari presentati al Trento Film Festival 2015 e al FIFMA2015 Festival International du film de montagne Autrans;  premiato al Cinemambiente 2015 di Torino nella sezione Torino e le Alpi.


 

Dettagli serata: Possibilità di arrivare al luogo della proiezione a piedi con partenza dalla palestra di Onigo di Pederobba, due i percorsi: ore 20 – Passeggiata naturalistica – 1 h – ore 20.30 – Passeggiata veloce – 30 min. Consigliate scarpe comode e torcia o frontale. In alternativa: parcheggio lungo via Boschi.

In caso di pioggia: Sala San Luigi, p.zza Montegrappa, Onigo di Pederobba


Sabato 1 luglio – Segusino – Località Barchet
Un paese di Calabria – di Shu Aiello e Catherine Catella, Francia Italia Svizzera 2016. Dur: 90 min

Il partire e l’arrivare, il lasciare e il trovare, il passato e il futuro: non è solo la ricerca di una vita migliore, emigrazione ed immigrazione hanno anche un altro punto in comune, anzi, un paese…Un paese di Calabria. Il documentario di Shu Aiello e Catherine Catella ci porta a Riace, provincia di Reggio Calabria, protagonista in questi ultimi anni di una straordinaria fase di rinascita. Da terra di emigrazione e paese abbandonato dalle giovani generazioni a terra di immigrazione e nuova patria per i migranti in arrivo dall’Africa o dal Medio Oriente. Tutto questo grazie alla volontà dell’amministrazione locale, guidata da Domenico Lucano, combattivo sindaco eletto dalla rivista Fortune tra le 50 persone più influenti al mondo, che ha voluto guardare lontano e ripensare ad un futuro dove l’integrazione è alla base. Una trasformazione coraggiosa che ha coinvolto prima di tutto i vecchi abitanti del paese, uniti anche sul fronte della legalità e la lotta all’ndrangheta.  Documentario premiato al Terra di Tutti Film Festival 2016, al Faito Doc Festival 2016, al Riace in Festival 2016, al Five Lakes Film Festival 2016 di Monaco e al Visions du Réel 2016 di Nyon.

Dettagli serata: Parcheggio consigliato: piazzale palestra comunale di Segusino. Il luogo della proiezione si raggiunge con una camminata di una ventina di minuti.
In caso di pioggia: Corte Finadri – p.zza Roma, Segusino


Martedì 4 luglio – Caerano San Marco, Centro Addestramento Unità Cinofile da Soccorso “La Marca”
I Vajont – Di Maura Crudeli e Lucia Vastano, Italia 2016. Dur: 70 min

Il plurale del titolo è la chiave per capire il lavoro di Maura Crudeli e Lucia Vastano. Il Vajont: una tragedia annunciata, dove studi e perizie create a regola d’arte hanno sostenuto un sistema di menzogne portate avanti con il solo obiettivo di arricchire il privato, mettendo ai margini i dissidenti e usando la promessa di sviluppo per creare consenso. Alla fine, però, il castello è crollato e, a pagarne il prezzo più alto, è la collettività: in termini di vite umane. I Vajont, al plurale, sono quindi tutte quelle storie italiane dove questo “paradigma” viene messo in atto, tra corruzioni, abusi sul territorio, il bisogno di lavoro usato come ricatto per contenere le proteste dei lavoratori, la complicità della stampa, voci inascoltate di studiosi e medici e, spesso, le infiltrazioni del crimine organizzato anche nella politica. Ed ecco come il Vajont non è poi così lontano da Viareggio, Genova, il piccolo Broni e persino l’India. Realizzato in collaborazione con Medicina Democratica. Premiato al Festival delle Terre 2016 di Roma e al Sandalia Sustainability Film Festival di Abbastanza, Sassari.

Dettagli della serata: Prima della proiezione sarà possibile visitare il centro di via Lazzaretto. In caso di pioggia: Villa Benzi Zecchini.


Sabato 8 luglio – Vas – Ex Cartiera
La Piave – Racconto di un fiume – Di Elisa Cozzarini, Italia 2013. Dur: 60 min

A vederlo sotto la lente della giornalista ed autrice del documentario Elisa Cozzarini, il fiume “sacro alla patria” non appare affatto come tale. La sua sacralità si è persa tra sbarramenti, centrali idroelettriche, dighe, canali per l’irrigazione delle campagne e massicce escavazioni ed estrazioni di ghiaia dall’alveo. E con la sacralità si è persa anche la memoria della vita “lungo il fiume” di un tempo, dei pescatori e di chi lo navigava per lavoro o per passione. Ecco il Piave raccontato in maniera diversa: seguendo il fiume dalla sua sorgente alla sua foce, un racconto collettivo che raccoglie le voci di chi si batte per la salvaguardia di acqua e ambiente, ne conserva la memoria storica, lo vede come l’heimat da rispettare e ne porta avanti le sue tradizioni più autentiche. Presente alla serata l’autrice del documentario che presenterà il libro Acqua Guerriera: vite controcorrente sul Piave. Modera la serata Daniele Ferrazza de La Tribuna di Treviso.

Dettagli serata: Alle ore 20 la visita storico naturalistica all’Ex Cartiera in collaborazione con l’associazione LaCharta. Durata 1 ora.


Sabato 15 luglio – Covolo di Pederobba – Azienda Agricola Paolo Trinca, via Cal Granda
Nevica d’Agosto – di Lucilla Tempesti, Italia 2016. Dur: 67 min

Le quattro stagioni come metafora per descrivere un territorio: l’estate, per la bellezza e la ricchezza di natura e paesaggio; l’autunno, per l’avanzata del cemento; l’inverno, per lo scontro tra chi sfrutta selvaggiamente il territorio e chi vi si oppone; la primavera, per la nascita di nuovo modo di guardare al futuro, attraverso prima di tutto alla riscoperta del valore della collettività e dell’agire comune. Questa la prospettiva usata da Lucilla Tempesti per dare struttura a Nevica ad Agosto, dedicato alla Valpolicella terra veronese dove co-esistono ed interagiscono diverse realtà: l’iper cementificazione del territorio, la pesante attività delle industrie, una tradizione vitivinicola di pregio, i movimenti e i comitati dei cittadini che chiedono di ripensare ad uno sviluppo del territorio troppo sbilanciato verso il profitto e poco verso la tutela di salute e ambiente. Il titolo del documentario è un ricordo, ma anche un monito: la straordinaria “nevicata” dell’agosto degli anni Sessanta, quando Fumane si risvegliò coperta dalla cenere proveniente dal vicino cementificio.

Patrocinato da Slow Food Italia e dal Forum Italiano dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio.



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